Bufera Multiservizi, arrestato il responsabile della ditta Pietanza ed indagato l’ex assessore Luperti. Ed il 10 giugno si vota




Ancora una bufera si abbatte sulla partecipata comunale, Brindisi Multiservizi, da sempre al centro di inchieste giudiziarie.

Questa mattina, gli agenti della Digos di Brindisi, coordinati dal Dirigente Antonio Caliò, hanno posto agli arresti domiciliari Daniele Pietanza, 35enne brindisino, responsabile del personale, con l’accusa di concussione elettorale, peculato, furto e ricettazione su ordinanza a firma del GIP, Tea Verderosa, su richiesta del Sostituto Procuratore, Milto De Nozza.

Nella bufera è finito anche l’ex assessore all’urbanistica della Giunta Consales ed ex consigliere comunale dell’Amministrazione Carluccio, Pasquale Luperti (già indagato in altre circostanze, ndr), sottoposto a perquisizioni ed indagato a piede libero, politicamente, ora, a sostegno del candidato sindaco di Forza Italia, Roberto Cavalera.

Gli altri indagati sono: Carlo Zuccaro, Nicola Iacobazzi, Bruno Giannotte, Pasquale Magrì, Maristella Tramonte, Cosimo Rizziello, Paolo Lanza, Pasquale Priore Oliva e l’imprenditore Antonio Sirio, suocero di Pietanza. Alla luce di quanto emerso, pare che lo stesso Luperti abbia deciso di non candidarsi alla prossima tornata elettorale.

Politica e reati, dunque, fanno ancora pendant in un troncone giudiziario abbattutosi sulla città di Brindisi.
Il tutto sarebbe partito, a quanto pare, da alcuni screzi all’interno della stessa partecipata, dove nell'ultima campagna elettorale che ha visto vincere, al ballottaggio, l’ex sindaco Angela Carluccio (del tutto estranea ai fatti, ndr).

Secondo l’accusa, Pietanza e Zuccaro avrebbero, inoltre, utilizzato il proprio ruolo all'interno della BMS per convincere i loro 180 dipendenti a votare Luperti, e la Carluccio, invece, al ballottaggio. A conferma di ciò, diversi sms e messaggi audio WhatsApp rinvenuti sul telefono cellulare di Pietanza.
Quest’ultimo, votando Luperti, avrebbe mantenuto ben saldo il proprio ruolo di potere all'interno della partecipata, proprio grazie all'ex consigliere comunale. Il modus operandi per indirizzare i lavoratori a ''quel'' voto sarebbe stato semplice: bloccare gli stipendi 48 ore prima del ballottaggio. Questo il reato di concussione.

Ma si annoverano anche reati quali furto e ricettazione. Infatti, secondo l’odierna perquisizione, gli uomini della Questura hanno rinvenuto alcuni computer, probabilmente proprio quelli che furono rubati dalla sede Hub della Conoscenza di Palazzo Guerrieri.
Pietanza, poi, sempre in virtù del proprio ruolo, avrebbe anche fatto eseguire secondo l'accusa, dai dipendenti opere di giardinaggio presso case di amici. Insomma, favori che, inevitabilmente, andavano anche a discapito della città.

Ovviamente, non sono mancate le reazioni dei Candidati alla carica di Sindaco per le prossime Amministrative. Le indagini sono ancora in corso e non si escludono ulteriori sviluppi nelle prossime ore, in quello che sarà, probabilmente, il tema principe di questa campagna elettorale.

Tommaso Lamarina

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