Brindisi: Convertire a gas un gruppo della centrale Enel? Qualcuno spieghi cosa vuole farne dei lavoratori

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Brindisi: Convertire a gas un gruppo della centrale Enel? Qualcuno spieghi cosa vuole farne dei lavoratori


Si rende conto il presidente della provincia che chiedere la conversione a gas anche di un solo gruppo della centrale di Cerano è una cosa inaudita? L’Italia e’ un paese fortemente sbilanciato verso il gas in cui molte centrali di questo tipo non vengono neanche chiamate a produrre ma a Brindisi se ne vorrebbe crearne un’altra. Si fa prima a dire che l’intenzione e’ quella di chiudere un gruppo della centrale e mandare lavoratori a casa lasciando molte famiglie senza sostentamento. E’ questo che deve avere il coraggio di dire chiunque presenti propositi insani come questo. La chiusura di un gruppo vorrebbe dire un centinaio di addetti senza lavoro e altrettanti dipendenti Enel che andando in pensione non sarebbero neppure sostituiti da giovani brindisini come al contrario accade da molti anni.

In un impianto a gas lavorano dalle 10 alle 30 persone mentre a Cerano ne lavorano piu’ di mille. E dove lo prendiamo il gas se non abbiamo neanche un rigassificatore? L’uso del gas a Cerano e’ una proposta demagogica e priva di qualsiasi fondamento scientifico ed economico.

Noi lavoratori siamo stufi di essere considerati untori. Esigiamo rispetto da parte di chicchessia per il lavoro che quotidianamente svolgiamo giorno e notte nel rispetto delle regole e delle leggi e nell’interesse delle nostre famiglie che, non dimentichiamolo, vivono a Brindisi.

Nel chiedere al ministro l’inutile conversione di un gruppo della centrale di Cerano, ci dica presidente cosa intende fare per evitare che il lavoro di molti di noi venga messo a rischio proprio in un momento in cui Brindisi vede chiudere o vede minacciata la chiusura di altre importanti realta’ produttive? Dalla politica vogliamo soluzioni e nuovi posti di lavoro, non abbiamo davvero bisogno di peggiorare una situazione gia’ grave.

Ma forse si pensa che con il lavoro e l’occupazione di Enel e di Cerano si può fare quello che si vuole a prescindere dalla loro produttività? Se Cerano non produce alla fine ci rimetteremo tutti. Il mercato elettrico è da tempo liberalizzato e in Italia producono decine di altre aziende tra le quali alcuni colossi europei. O Enel continua a essere innovativa e competitiva oppure dovra’ abbandonare via via la sua produzione che già oggi è ridotta al 30% del totale italiano. E’ questo che vuole il presidente Ferrarese? Fa prima a dirci che ci vuole mandare tutti a casa.

 

Carlo Depunzio

il Presidente

Comitato Energia Ambiente e Territorio

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