Brindisi Bene Comune e Si Democrazia presentano in consiglio comunale due ordini del giorno su Enel e Edipower

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I consiglieri comunali Riccardo Rossi di Brindisi Bene Comune e Roberto Fusco di Si Democrazia hanno presentato oggi due ordini del giorno, da discutere nel prossimo consiglio comunale, su Enel ed Edipower.

Le due forze politiche presenti in consiglio ritengono che l’attuale assetto del polo energetico brindisino, con i circa 6 milioni di tonnellate che anche quest’anno saranno bruciate, non sia compatibile con la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini. Troppi i segnali inquietanti che provengono dai medici del territorio, certificati anche dai  primi studi epidemiologici, che hanno segnalato criticità importanti tanto da dare avvio alla valutazione del danno sanitario, così come reso noto dal professore Giorgio Assennato responsabile dell’ARPA Puglia nel suo recente intervento a Brindisi.

Con i due ordini del giorno si intende quindi recuperare lo spirito delle Convenzioni del 1996 e portare anche in Consiglio Comunale la battaglia per fermare il carbone il cui uso oggi nella produzione di energia elettrica equivale ad un vero e proprio atto ostile  nei confronti di un’intera comunità.

Con il primo ordine del giorno, riguardante l’ENEL, si intende impegnare “ Il Sindaco ad organizzare l’apertura di un tavolo, anche con la Regione e con il Governo, e sentita la Conferenza dei Capigruppo, per la stipula di una nuova Convenzione che recuperi i principi della Convenzione Comune/ENEL del 1996, che preveda la tenuta in riserva di uno dei gruppi di detta Centrale e la graduale trasformazione con alimentazione a metano dei restanti tre gruppi, con previsione, nel periodo necessario per la trasformazione, di utilizzo di minori quantità di carbone, a minor tenore di zolfo e con più alto potere calorifico “.

Mentre con il secondo ordine del giorno, riguardante Edipower, in definitiva si respinge il piano proposto da A2A di trasformazione in inceneritore di rifiuti della centrale e si delibera di “ dare mandato al Sindaco ed alla Giunta per l’espletamento di tutte le attività necessarie, sul piano amministrativo, tecnico e politico, per addivenire alla dismissione della Centrale elettrica di Brindisi Nord, attualmente di proprietà EDIPOWER-A2A, coinvolgendo anche la Regione ed il Governo per la predisposizione ed attuazione di piano che preveda la dismissione di detta Centrale di Brindisi Nord, lo smantellamento degli impianti, l’esecuzione delle bonifiche del sito ed il reimpiego della manodopera attualmente occupata”

Due ordini del giorno con i quali si apre una battaglia in difesa dell’ambiente e della salute, con l’assoluta volontà di difendere, coinvolgendo aziende e Governo Regionale e Centrale anche l’occupazione.

Questo il testo per ENEL

Al Presidente del Consiglio

Luciano Loiacono

Ordine del giorno: Consiglio Monotematico su Enel.

Il Consiglio Comunale

PREMESSO CHE

– nel territorio del Comune di Brindisi insistono tre centrali termoelettriche, la Centrale Enel Federico II costituita da quattro  gruppi alimentati a carbone da 660 MW per complessivi 2640 MW; la Centrale Edipower costituita da due gruppi da 320 MW alimentati a carbone per complessivi 640 MW più due gruppi sempre da 320 MW non più utilizzati; la Centrale Enipower costituita da tre gruppi alimentati a gas per una potenza complessiva di 1170 MW.

– tali centrali fanno di Brindisi il più grande polo energetico nazionale;

-dagli ultimi dati disponibili relativi al 2011,  del registro E- PRTR , il registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti , le emissioni macroinquinanti in aria del polo energetico sono pari a

Anidride Carbonica, CO2, 15.130.000 tonnellate

SOx pari a 8470 tonnellate

NOx pari a 9190 tonnellate

Polveri sottili pari a 428 tonnellate

Mentre le emissioni di alcune sostanze e microinquinanti cancerogeni, altamente tossici e nocivi sono pari a

Benzene  3,04 tonnellate

HCL        40,8 tonnellate

HF           86,5 tonnellate

NH3         10   tonnellate

Nichel      121 Kg.

Mercurio  63.2 Kg

Cadmio     12,4 Kg

Un quantitativo di emissioni che sottopone il nostro territorio ad una pressione ambientale e ricadute sanitarie certificate dallo studio dell’Agenzia Europea sull’Ambiente che valuta per la sola centrale Enel Federico II tra i 536 e i 707 milioni di euro all’anno.

PRESO ATTO CHE

–  Il 12 Novembre del 1996 fu sottoscritta dal Comune di Brindisi, Provincia di Brindisi ed Enel una convenzione relativa alle due centrali Federico II dell’Enel e la centrale Brindisi Nord all’epoca dell’Enel ed oggi A2A – Edipower, con le quali si disponeva l’uso di un quantitativo massimo di carbone pari a 2,5 milioni di tonnellate annue  e a partire dalla data del 31.12.2004 l’utilizzo di almeno 1 miliardo di mc/anno di metano.

–  La conversione a gas della centrale di Brindisi Nord entro il 2002 e la successiva chiusura entro il 2004, sempre prevista nella stessa convenzione.

–  Il Decreto del Presidente della Repubblica del 23 aprile 1998 approvò  il piano di disinquinamento per il risanamento della Provincia di Brindisi, con il quale vengono riprese le disposizioni previste nelle convenzioni del 1996.

RITENUTO CHE

Le successive convenzioni tra Comune di Brindisi ed Enel del 2002 e tra Comune di Brindisi e Edipower del 2003 non siano rispettose di quanto disposto dalle convenzioni del 1996 e dal successivo piano di disinquinamento e risanamento ambientale della provincia di Brindisi approvato dal DPR del 23 aprile 1998, ed hanno aggravato notevolmente la situazione ambientale del territorio di Brindisi.

VISTO CHE

–  La centrale Enel Federico II non è mai stata sottoposta al procedimento di  Valutazione di Impatto Ambientale e che quindi non sono state mai valutati gli effetti sull’ambiente e la salute delle emissioni delle sostanze inquinanti emesse in aria, acqua e suolo , né alcuna relazione su tali effetti in relazione alla capacità produttiva sono stati mai effettuati.

–   Nell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata ad Enel dal Ministero dell’Ambiente in data 8 giugno 2012 l’allora Sindaco di Brindisi non rilasciò alcuna prescrizione specifica per l’impianto ai sensi del regio decreto n. 1265 del 1934 articoli 216 e 217

–  La relazione finale del Gruppo di Lavoro “ Ipotesi di Lavoro per la tutela della Salute”  del 30.11.2012 “Brindisi area ad alto rischio e sito nazionale delle bonifiche“,  tavolo tecnico convocato dal Presidente del Consiglio che ha evidenziato lo stato di crisi ambientale e sanitaria provocata dalla bolla emissiva di inquinanti che ogni anno viene prodotta nella città di Brindisi.

RILEVATO CHE

– Il Sindaco del Comune di Brindisi ai sensi degli articoli 216 e 217 del Regio decreto del 27 luglio 1934, n. 1265, può formulare per l’impianto specifiche prescrizioni intese a salvaguardare la salute dei cittadini anche in via precauzionale.

–  Occorre una sensibile riduzione della bolla massica, su base annua,  degli inquinanti immessi in atmosfera, acqua e suolo, i principali precedentemente riportati per i valori relativi al 2011.

–  Al fine di giungere ad  una significativa diminuzione dell’immissione di inquinanti immessi in atmosfera, acqua e suolo, occorre recuperare i limiti di esercizio della Centrale di Cerano Brindisi Sud  previsti dalla Convenzione del 1996, ossia la tenuta di un gruppo in riserva e la graduale trasformazione dei restanti tre gruppi per l’alimentazione a metano, con previsione, nel periodo necessario per la trasformazione, di utilizzo di minori quantità di carbone, a minor tenore di zolfo e con più alto potere calorifico;

Premesso tutto quanto innanzi, il Consiglio Comunale di Brindisi

IMPEGNA

Il Sindaco ad organizzare l’apertura di un tavolo, anche con la Regione e con il Governo, e sentita la Conferenza dei Capigruppo, per la stipula di una nuova Convenzione che recuperi i principi della Convenzione Comune/ENEL del 1996, che preveda la tenuta in riserva di uno dei gruppi di detta Centrale e la graduale trasformazione con alimentazione a metano dei restanti tre gruppi, con previsione, nel periodo necessario per la trasformazione, di utilizzo di minori quantità di carbone, a minor tenore di zolfo e con più alto potere calorifico;

Brindisi 8 luglio 2013

Primi Firmatari

Riccardo Rossi  Brindisi Bene Comune

Roberto Fusco Si Democrazia

 

Questo il testo per EDIPOWER

Al Presidente del Consiglio

Luciano Loiacono

Oggetto: Ordine del Giorno per la dismissione della Centrale Termoelettrica di Brindisi Nord e relativa bonifica dei luoghi, con adozione di un piano per il reimpiego della manodopera attualmente occupata;

Il Consiglio Comunale di Brindisi

PRESO ATTO CHE

–  Il gruppo A2A – Edipower gestore della Centrale Termoelettrica Brindisi Nord non ha nella richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale presentato alcuna domanda per l’utilizzo dei gruppi 1 e 2 da 320 MW di cui dispone e che da lungo tempo non utilizza.

–  Nell’Autorizzazione Integrata Ambientale pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 13 settembre del 2012 il gruppo A2-Edipower ha ottenuto la possibilità di esercire la centrale di Brindisi Nord con l’utilizzo dei soli gruppi 3 e 4, e quindi non ha alcuna autorizzazione all’utilizzo dei gruppi 1 e 2 .

VISTO CHE

– Nell’Autorizzazione Integrata Ambientale il Gruppo Istruttore della Commissione  IPPC al Capitolo 9 “ Considerazioni Finali “ alla pagina 82 motiva le proprie scelte basate tra i vari punti anche “ lo smantellamento delle sezioni 1 e 2 “.

–  Nell’AIA al Capitolo 10 Prescrizioni , paragrafo 10.1 Fase di chiusura impianto alla pag. 98 prevede che “  24 mesi  prima della chiusura dell’impianto il gestore deve presentare all’Autorità Competente e all’Ente di Controllo un  piano di dismissione che tratti della definitiva dismissione delle unità produttive 1 e 2”.

– La dismissione dei gruppi 1 e 2 sia ormai definitiva e visto che i gruppi 1 e 2 comunque possono provocare pericoli per la salute e l’ambiente;

– Considerato che la Convenzione del 1996 recepiva il parere del Ministero dell’Ambiente, già espresso dal TAR Puglia e dal Consiglio di Stato, che la coesistenza della Centrale di Brindisi Nord fosse incompatibile – per ragioni di tutela della salute pubblica – con l’entrata in esercizio della Centrale di Cerano Brindisi Sud;

–  Che la detta chiusura non è più avvenuta nei termini previsti dalla Convenzione del 1996;

– Che, stante obsolescenza della Centrale di Brindisi Nord, è giunto il momento per realizzare quanto previsto dalla detta Convenzione, a tutela della salute pubblica dei cittadini di Brindisi e  della sua provincia, impegnando la Regione ed il Governo ad affrontare l’emergenza Brindisi e a predisporre un piano che preveda la dismissione di detta Centrale di Brindisi Nord, lo smantellamento degli impianti e l’esecuzione delle bonifiche del sito, con un piano per il reimpiego della manodopera attualmente occupata.

Premesso quanto innanzi il Consiglio Comunale di Brindisi

DELIBERA

di dare mandato al Sindaco ed alla Giunta per l’espletamento di tutte le attività necessarie, sul piano amministrativo, tecnico e politico, per addivenire alla dismissione della Centrale elettrica di Brindisi Nord, attualmente di proprietà EDIPOWER-A2A, coinvolgendo anche la Regione ed il Governo per la predisposizione ed attuazione di piano che preveda la dismissione di detta Centrale di Brindisi Nord, lo smantellamento degli impianti, l’esecuzione delle bonifiche del sito ed il reimpiego della manodopera attualmente occupata.

Brindisi 8 luglio 2013

Primi Firmatari

Riccardo Rossi  Brindisi Bene Comune

Roberto Fusco Si Democrazia

 

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