Brindisi: è tornato al museo l’ Ercole Brindisino

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Brindisi: è tornato al museo l’ Ercole Brindisino

Si è tenuta questa mattina, presso il museo provinciale “Ribezzo” la conferenza stampa per l’arrivo nelle sale del Mapri della statua dell’Ercole Brindisino.
Il reperto è già in esposizione nella sezione “Romana” del museo – area “Culti”.

Ha presenziato la conferenza il Commissario Straordinario, Cesare Castelli, alla presenza degli illustri ospiti quali il Soprintendente per i Beni Archeologici di Taranto, Luigi Larocca, la Soprintendente onorario del Museo Provinciale “Ribezzo”, Angela Marinazzo, e il Presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Marinò, che ha promosso la comunicazione istituzionale dell’importante evento.
Tante le autorità presenti, oltre naturalmente al Direttore del Museo “Ribezzo”, Emilia Mannozzi, alla dirigente dell’ufficio provinciale Servizi Cultura, Mariangela Carulli e i due fautori del ritorno della statua appartenente alla città di Brindisi ovvero Danilo Schifeo e Pietro Caprioli.

“E’ un momento molto importante per la città di Brindisi perché l’appartenenza di questo reperto al territorio è molto sentita nei cittadini e siamo orgogliosi oggi di poterlo ridonare loro anche se temporaneamente” ha detto il Commissario Castelli ricordando che la statua è stata ritrovata il 7 ottobre del 1762 negli scavi antistanti la trecentesca chiesa di San Paolo a Brindisi, ma è stata poi custodita fino a ieri nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e rimarrà in esposizione al Mapri per 18 mesi. “Stiamo, però, già lavorando – ha aggiunto Castelli – perché questa temporaneità si trasformi in una permanenza definitiva della statua nella città che, secoli fa, le ha dato i natali. Non tanto per il valore artistico in sé, ma piuttosto per il senso di legame che ha con la propria terra. Questo museo non aveva certo bisogno di aggiungere valore a quello che già possiede – conclude – ma è indubbio che l’arrivo dell’Ercole Brindisino vi abbia puntato i riflettori addosso e questo è quanto mai positivo per attirare l’attenzione degli amanti dell’arte, ma non solo, e per invitare cittadini e non a visitare le bellissime esposizioni che vi sono contenute”.

“Auguri per un incremento sempre più prolifico e permanente delle bellezze archeologiche in esposizione al Mapri e grazie alla tenaci di chi si è battuto strenuamente contro ogni difficoltà per riavere questa statua in Puglia e a Brindisi” ha detto il Soprintendente per i Beni Archeologici di Taranto, Luigi Larocca, “e un ringraziamento importante va anche ai privati, come in questo caso Confindustria che sostiene l’arte”.

Un sostegno importante all’arte, come spesso negli ultimi tempi è stato evidenziato dallo stesso Commissario Castelli, arriva dal privato in questo momento particolarmente difficile caratterizzato da sostanziosi tagli ai budget d’investimento pubblici. Un esempio ne è, infatti, questa occasione nella quale a sostenere la promozione pubblicitaria dell’evento è stata Confindustria Brindisi.
“Non è la prima volta che ci impegniamo in questo senso – ha detto il Presidente Giuseppe Marinò – e continueremo in questa direzione. Scendendo nello specifico, crediamo molto in questo progetto, noi di Confindustria, e io personalmente, siamo molto affezionati all’idea che ora che questo reperto è tornato nella sua città vi possa in futuro rimanere definitivamente. Cercheremo legittimamente di farlo restare in esposizione a Brindisi, ma intanto abbiamo lanciato un messaggio importante del nostro orgoglio cittadino” ha concluso il Marinò.

Per la parte storico-artistica, invece, ha brevemente relazionato la Soprintendente onorario del Museo Provinciale “Ribezzo”, Angela Marinazzo: “Questa statua non gode di un grande valore artistico ma senz’altro di un grande valore dal punto di vista della memoria storica perché è un reperto rinvenuto a Brindisi nel 1762 scippatoci, poi, dall’allora Re Ferdinando di Borbona che lo fece consegnare al Reale Museo di Napoli. Da quel momento sono iniziate le battaglie per riaverlo in città e oggi in questo museo. La leggenda racconta che Brindisi è stata fondata da Brento figlio di Ercole, questo basta per capire quando questo reperto appartenga a questa terra. Questa statua non sarà, perciò, in mostra come fosse un’opera “in prestito” ma sarà in esposizione e contestualizzata nel suo settore in attesa che si espletino tutte le dovute pratiche per far sì che vi resti definitivamente”.

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