Ostuni: Il Comune chiede la conservazione della sede del Giudice di Pace con spese a proprio carico

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La Giunta Comunale di Ostuni ha fatto istanza al Ministero della Giustizia affinché venga mantenuta l’attuale Ufficio del Giudice di Pace di Ostuni impegnandosi, a seguito dell’auspicato provvedimento positivo, di farsi interamente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio di giustizia sostenute per la sede dello stesso.
Con delibera n. 69 del 18 aprile scorso, l’Amministrazione si è altresì impegnata a mettere a disposizione 3 unità di personale amministrativo, secondo le modalità che saranno indicate dai decreti o dalle direttive emanante dal Ministero della Giustizia.
L’atto è stato trasmesso al Responsabile del Servizio Finanziario perché, in sede di predisposizione del Bilancio di Previsione 2013, possa essere inserito un apposto capitolo per il finanziamento di 90 mila euro necessarie al pagamento delle tre unità necessarie al funzionamento della sede del Giudice di Pace.
Oltre che al Ministero della Giustizia, l’atto ufficiale della Giunta ostunese, è stato trasmesso anche al Presidente del Tribunale di Brindisi e al Presidente della Corte di Appello di Lecce.
Col Decreto Legislativo 7.9.2012 n.156, il Governo ha proceduto alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie – Uffici del Giudice di Pace stabilendo la soppressione di questi uffici tra i quali l’ufficio del Giudice di Pace di Ostuni.
Il Comune di Ostuni vanta un’antica tradizione forense, un elevatissimo numero di avvocati iscritti all’Ordine ed un cospicuo carico giudiziario (sia civile che penale), sicché la soppressione dell’Ufficio del Giudice di Pace si risolverebbe in un sicuro danno per la popolazione e la locale classe forense.
In base all’art. 3 del Decreto Legislativo, è stato previsto che entro 60 giorni dalla pubblicazione (termine poi differito al 29 aprile p.v.) “gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, possono richiedere il mantenimento degli uffici del giudice di pace, con competenza sui rispettivi territori, di cui è proposta la soppressione, anche tramite eventuale accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che sarà messo a disposizione dagli enti medesimi” mentre, nei successivi 12 mesi il Ministro della giustizia, valutata le richieste e gli impegni giunti e apporta con proprio decreto le eventuali conseguenti modifiche.
Considerato che l’edificio attualmente adibito a sede dell’Ufficio del Giudice di Pace è di proprietà del Comune e, pertanto, non vi sono oneri legati alla sua acquisizione; che le spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia sono essenzialmente limitate alle spese di utenze varie quali Enel, telefono, riscaldamento e pulizia dei locali mentre la spesa aggiuntiva da sopportare per il mantenimento dell’ufficio è limitata al personale di cancelleria, (un Cancelliere, un Assistente Giudiziario, un Ausiliario Giudiziario), che dovrà essere acquisito tra il personale comunale, con un onere – aggiuntivo – che può complessivamente stimarsi in circa € 90 mila annui,si è inoltrata l’istanza affinchè si possa mantenere l’Ufficio del Giudice di Pace ad Ostuni.
La sua soppressione creerebbe gravissimi disagi ai cittadini ostunesi che sarebbero costretti a recarsi a Brindisi presso la sede del Tribunale per esercitare la tutela dei propri diritti sia in sede penale che in quella civile, ivi comprese le frequenti opposizioni alle sanzioni amministrative.
Si è così ravvisata la necessità di confermare la volontà di chiedere il mantenimento della sede del Giudice di Pace di Ostuni, accollandosi integralmente il costo delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio di giustizia e mettendo a disposizione il personale amministrativo, secondo le modalità che saranno dettate dai decreti ministeri attuativi della riforma di soppressione delle varie sedi di giustizia, al fine di consentire ai cittadini e agli operatori del diritto di ricevere, in tempi brevi, risposte alla propria domanda di giustizia.

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