Brindisi:Discarica Micorosa:una scelta di cambiamento

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La Direttiva comunitaria e le nostre leggi che fanno proprio il principio “chi inquina paga” in Italia, e a Brindisi in modo particolare, non hanno trovato grande applicazione. Fatta salva qualche rara eccezione sono, infatti, sempre i cittadini a pagare i costi dei danni ambientali sia quando, raramente, si fa uso di risorse pubbliche (che gravano sulle tasche dei contribuenti) e sia, più frequentemente, quando i guasti restano là dove sono stati provocati con grave pregiudizio per la salute pubblica e per la vivibilità dell’ambiente.
In questo preoccupante scenario si colloca uno dei tanti casi nei quali rischia di restare lettera morta la regola che obbliga i responsabili dell’inquinamento a bonificare a loro spese le zone interessate. La vicenda della discarica incontrollata, utilizzata per lo smaltimento dei rifiuti, adiacente allo stabilimento petrolchimico di Brindisi, è una lunga e faticosa storia che ha pesato negativamente sulla vita del nostro territorio. Ricordiamo che nel dicembre 2007 è stato stipulato un Accordo di Programma per le bonifiche del Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Brindisi. Dei già insufficienti 135 milioni di euro previsti, soltanto 500.000 sono stati messi a disposizione, come è stato recentemente sottolineato dal Sindaco di Brindisi. Per la bonifica del sito Micorosa, nel quale furono stoccati fanghi altamente inquinanti provenienti da cicli produttivi del petrolchimico, sono stati previsti 42 milioni di euro ed è stata indetta una gara i cui termini scadono a fine 2013.
Una delle soluzioni ipotizzate per la soluzione del problema è stata quella di “tombare” la discarica in questione. Una scelta inaccettabile mentre la via giusta da percorrere è quella intrapresa dall’Amministrazione provinciale di Brindisi che ha emesso una ordinanza nei confronti di Eni Spa, Edison Spa, Versails Spa, Syndial Spa e Curatela fallimentare Micorosa srl intimando a tali società di effettuare la bonifica del sito di Micorosa. Un provvedimento propedeutico all’esecuzione, in caso di inottemperanza, della bonifica medesima a cura dell’Amministrazione ma a spese delle società responsabili dell’inquinamento. E a tale riguardo va rilevato che giustamente l’intimazione è stata operata anche nei confronti della Syndial Spa la quale aveva proposto ricorso al TAR di Lecce contro una precedente ordinanza del Sindaco di Brindisi ottenendone l’annullamento. Tale società non risulta infatti in alcun modo essersi adoperata a contenere o ridurre l’inquinamento durante i periodi nei quali avrebbe potuto adoperarsi in tal senso.
Appare utile poi ribadire che le società in questione risultano, come si afferma nella citata ordinanza della Provincia, a vario titolo responsabili dell’area interessata come emerge dagli accertamenti effettuati. L’uso ipotizzato di fondi pubblici non può essere allora sostitutivo del doveroso impegno, anche finanziario, di chi è stato titolare delle attività nell’impianto e risulta proprietario del sito. Va, infatti, ricordato che l’art. 252 bis comma II° del Codice dell’ambiente così si esprime: ”gli oneri connessi alla messa in sicurezza e alla bonifica nonché quelli conseguenti all’accertamento di ulteriori danni ambientali sono a carico del soggetto responsabile della contaminazione, qualora sia individuato, esistente e solvibile. Il proprietario del sito contaminato è obbligato in via sussidiaria previa escussione del soggetto responsabile dell’inquinamento”.
L’ordinanza dell’Amministrazione provinciale si appalesa quindi come una scelta appropriata e lodevole che ci auguriamo segni un generale un cambio di rotta da parte delle istituzioni interessate le quali dovrebbero considerare la bonifica delle zone inquinate un “atto dovuto” nell’interesse superiore della collettività non solo alla luce delle Direttive europee ma anche in forza della menzionata normativa nazionale che fa carico ai poteri pubblici di procedere con sollecitudine all’eliminazione dei pericoli per la salute dei cittadini ponendo a carico dei responsabili le necessarie spese e chiedendo anche, quando ne ricorrono le condizioni, il risarcimento dei danni. Diritto-dovere, quest’ultimo, spesso non tenuto nella dovuta considerazione.

Brindisi, 11 aprile 2013

Italia Nostra, Legambiente Brindisi, WWF Brindisi, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, ACLI Ambiente, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Salute Pubblica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino “Mo’ Basta!”, Comitato Brindisi Porta d’Oriente.

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