Brindisi: il Centro di Controllo aereo a rischio chiusura. L’allarme lanciato dalla CISL

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Brindisi: il Centro di Controllo aereo a rischio chiusura. L’allarme lanciato dalla CISL

Ancora una volta assistiamo, sgomenti, al ripetersi ciclico di azioni e interventi della Pubblica Amministrazione, tendenti a ridimensionare le attività produttive e l’occupazione nel territorio di Brindisi. Questa volta tocca al centro di controllo del traffico aereo, che da circa cinquant’anni rappresenta il fiore all’occhiello delle attività trasportistiche della città adriatica, nella quale si è sviluppato un importante filone di professionalità, collegato a questo tipo di attività. Tra diretti ed indiretti, l’ACC di Brindisi, occupa circa 200 unità, in gran parte tecnici di elevata professionalità, che oggi vedono messa in discussione la prosecuzione della propria attività, in maniera per altro del tutto immotivata.

Da anni ENAV sta cercando di ridimensionare e forse chiudere il centro brindisino, che pure garantisce alta produttività ed è il naturale ponte per tutte le attività di controllo del traffico aereo nel bacino del mediterraneo, fino all’Asia minore. Le motivazioni per il ridimensionamento di Brindisi, con il trasferimento delle attività che fanno capo agli aeroporti di Calabria e Sicilia orientale al centro ACC di Roma, sono altre e molto…prosaiche.

Il traffico aereo si divide in spazio inferiore, fino a 28mila piedi e traffico superiore oltre 28mila piedi; sino ad oggi a farla da padrone sul traffico “superiore” è stato l’ACC di Roma, che oggi vede messa in discussione questa sua supremazia dall’ACC di Milano. E siccome a Milano non si può dire di no, anche per evidenti implicazioni geo-politiche, ecco che ENAV nel tentativo di tutelare il grande ACC di Roma, scarica su quello di Brindisi, condannandolo ad un lento ma inesorabile declino, preannuncio di una prossima chiusura.

La CISL non assisterà impotente a questo ennesimo scippo, le cui conseguenze non cadranno solo sugli addetti, a rischio di trasferimento o licenziamento, ma avranno inevitabile ricadute sull’intero sistema del trasporto aereo regionale, per l’inevitabile ridimensionamento che ciò determinerà in termini di operatività degli scali.

Chiediamo, quindi, una ferma presa di posizione ai nostri Parlamentari, nella speranza che per una volta si superino gli steccati e si metta in campo un’azione congiunta non certo di tipo campanilistico, ma sicuramente a tutela del sistema produttivo locale e regionale.

Fondamentale in questa vicenda, sarà il ruolo della Regione e della Aeroporti di Puglia. In questo senso confidiamo che il neo amministratore delegato Giuseppe Acierno, a cui formuliamo i migliori auguri di buon lavoro, da qualificato esperto del settore e conoscitore di questa materia, intervenga prontamente per avviare un serrato confronto con i vertici di ENAV e quindi si possa sventare quest’ennesimo scippo a Brindisi ad alla Puglia.

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