La Traviata al “Nuovo Teatro Verdi ” di Brindisi

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La Traviata al “Nuovo Teatro Verdi ” di Brindisi

Nel duecentesimo anniversario della nascita (1813-2013) di Giuseppe Verdi, la Stagione lirica del Teatro a lui intitolato gli dedica l’opera in assoluto più rappresentata al mondo. La Traviata, attesa per lunedì 11 marzo alle ore 20.30, segna il terzo e ultimo appuntamento della rassegna organizzata dall’Amministrazione provinciale di Lecce e riproposta nel teatro brindisino. Tre omaggi a due miti universali, come Mascagni e Verdi, che legano la musica, e non solo il melodramma, al loro Paese. Ha aperto la Cavalleria rusticana, capolavoro del melodramma e in assoluto l’opera più nota di Pietro Mascagni, poi l’anno verdiano ha riscoperto le danze brillanti del Ballo in maschera, infine le feste di Traviata tornano ad incantare il pubblico brindisino dopo l’originale mise en scene del 2009 con la celebre scenografia degli specchi di Josef Svoboda.

L’opera risale al 1853, quando Verdi è particolarmente attratto da tematiche morali e sociali; ne La Traviata il compositore di Busseto trasforma un dramma dal soggetto scabroso come La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio in un’opera di carattere morale con al centro della vicenda un amore travolgente e nobilitante ma impossibile sia per le convenzioni sociali del tempo sia per la storia della protagonista.

La Traviata è la terza produzione della cosiddetta “trilogia popolare” che, assieme al Rigoletto e al Trovatore, impose all’attenzione del pubblico il genio drammaturgico e musicale di Verdi.

Protagonista è Violetta Valéry, una giovane donna che vive in agi e frivolezze; sarà però protagonista di un amore sincero e ricambiato con il giovane Alfredo Germont, ma la loro relazione dovrà essere tragicamente sacrificata alle ragioni della buona famiglia di lui. Sullo sfondo, incombente, la malattia di Violetta, quella tisi che consuma troppo in fretta le vite e i destini delle donne dell’opera.

Dal punto di vista musicale, La Traviata è l’ultima produzione strettamente belcantistica segnando il passaggio dal modello primo-ottocento ancora legato a una dimensione vocale ‘idealizzata’ dell’opera alla nuova via ‘realistica’, che Verdi stesso percorrerà nella seconda metà del secolo. Alla prima al Teatro La Fenice di Venezia, il 6 marzo 1853, La Traviata fece fiasco. Ripresentata con alcune modifiche ed una nuova compagnia al Teatro San Benedetto il 6 maggio 1854, fu invece un trionfo, che perdura ancora oggi e fa di quest’opera verdiana uno fra i capolavori del melodramma più amati.

Fra i passaggi più popolari, il motivo Amami, Alfredo, amami quanto io t’amo, diventato un topos della lirica, oltre al celeberrimo brindisi Libiamo ne’ lieti calici, alla cabaletta Sempre libera degg’io, all’aria Addio, del passato bei sogni redenti e al duetto Parigi, o cara, noi lasceremo. Tutti brani entrati prepotentemente nel comune sentire e capaci di emozionare, con il loro pathos e il loro romanticismo, non solo i melomani, ma anche un pubblico non esperto.

L’allestimento in scena a Brindisi lunedì prossimo porta la firma di Lindsay Kemp, celeberrimo coreografo, attore, ballerino, mimo e regista britannico, che con il suo occhio pittorico modella il materiale visivo e mette a fuoco le emozioni dei personaggi, in una costante tensione verso l’equilibrio stilistico fra racconto e astrazione. Nel ruolo protagonista una grande interprete lirica: Mina Yamazaki, la straordinaria soprano giapponese, naturalizzata italiana, che nel corso della sua carriera ha lavorato per registi come Mario Monicelli e Franco Zeffirelli, e ha fatto vibrare le sue corde nei teatri più importanti al mondo, come il Teatro dell’Opera di Roma e il Teatro La Fenice di Venezia. Per quanto riguarda gli altri ruoli principali, Alfredo sarà il tenore teatino Marco Iezzi, vincitore del Concorso internazionale “Mario Lanza” come voci nuove e nel 2004 finalista del Festival internazionale “Marie Kraja” di Tirana. Ha cantato le composizioni di Sergio Rendine, direttore artistico della Stagione, in Vaticano e si è esibito nella Madama Butterfly in Slovenia. Il baritono Pierluigi Dilengite, una delle voci più promettenti del panorama operistico italiano (ha studiato con Luciano Pavarotti che lo definiva uno dei suoi migliori allievi), interpreterà il ruolo di Giorgio Germont e la mezzosoprano lucchese Letizia Del Magro quello di Flora Bervoix.

Completano la compagine artistica: Orlando Polidoro (Gastone), Francesco Baiocchi (Barone Douphol), Carlo Provenzano (Marchese D’Obigny), Gianfranco Zuccarino (dottor Grenvil), Martina Capasso (Annina), Fabio Di Benedetto (Giuseppe), Giorgio Schipa (domestico di Flora e un Commissionario), e le compagini dell’Orchestra Tito Schipa di Lecce e del Coro Lirico di Lecce, quest’ultimo diretto dal Maestro Emanuela Di Pietro.

Sul podio il coreano Min Chung, maestro concertatore e direttore d’orchestra dell’opera verdiana, giovanissimo figlio di Myung-Whun Chung, una delle bacchette più apprezzate del panorama internazionale, che in questa rassegna farà il suo debutto europeo.

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