Lettera aperta delle mamme no al carbone ai consiglieri Comunali di Brindisi

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inserito da il 28 febbraio Print

Caro Consigliere,
Siamo le mamme del Movimento No al Carbone, le mamme del passeggino rosso, un gruppo di donne attivamente impegnate a tutela della salute dei propri figli e della propria terra così ingiustamente martoriata da anni di sfruttamento industriale selvaggio.

Preoccupate abbiamo ascoltato il succedersi mese dopo mese, giorno dopo giorno, di notizie sempre più allarmanti che riguardano il grave stato ambientale della nostra città: abbiamo visto dichiarare dall’Agenzia Europea per l’Ambiente la centrale Enel di Cerano l’impianto industriale più costoso in Italia in termini di salute e “anni di vita persi” per le popolazioni vicine: troppo il carbone che viene bruciato, troppo pesante il peso per la salute, specie dei soggetti più deboli, i bambini, gli anziani e le donne incinta. Abbiamo visto il suo nastro trasportatore allagarsi e i responsabili dell’Enel sversare le acque contaminate dal carbone nell’ambiente circostante, addirittura, si sospetta, in campi agricoli. Abbiamo visto colonne di camion trasportare il carbone a Cerano senza sosta e senza nessun tipo di precauzione per la polvere che, insieme a quella del carbonile scoperto più grande d’Europa, continua a disperdersi nelle zone circostanti. Abbiamo assistito attonite alle sfiammate quasi giornaliere della torcia del petrolchimico che emette nell’aria sostanze di cui temiamo la tossicità, a poche centinaia di metri dalla città, dalle scuole che frequentano i nostri figli. E, se ciò non bastasse, la centrale Edipower a ridosso della città ha ripreso a bruciare carbone, attingendolo dai carbonili scoperti di navi carboniere attraccate in porto, dato che il carbonile di sua pertinenza scoperto (anch’esso!) è stato da tempo sequestrato dalla magistratura, perchè pericoloso per la salute pubblica, quindi fuorilegge.

Inoltre a fine dicembre ed all’inizio del nuovo anno, sono stati pubblicati due allarmanti studi su riviste scientifiche internazionali che riguardano Brindisi: il primo, realizzato da ricercatori del CNR di Lecce e Pisa e della locale ASL, analizza le malformazioni congenite nel capoluogo che risultano, dal 2000 al 2010 più alte del 17% della media europea mentre quelle cardiache più elevate di circa il 49%. Il secondo, relativo al periodo 2001-2007 rileva eccessi di ricoveri per malattie cerebrovascolari, cardiache e respiratorie quando aumenta la concentrazione di specifici inquinanti atmosferici e, in particolare, nei giorni in cui i venti tengono l’abitato sottovento rispetto all’area industriale.
Sempre a dicembre si sono conclusi i lavori di un tavolo tecnico convocato dal Sindaco, dal Presidente del Consiglio Comunale e dal consigliere Salvatore Brigante che dava una volta per tutte concretezza scientifica alle paure di noi madri scrivendo, nero su bianco, che non si può continuare a vivere su un sito così gravemente inquinato e che bisogna correre ai ripari.

Credevamo a questo punto di assistere ad un cambiamento totale di rotta, con un avvio delle bonifiche e una pianificazione immediata della riduzione delle emissioni inquinanti e che mai più a Brindisi nessuno avrebbe anche lontanamente immaginato di concedere una nuova autorizzazione ad un impianto impattante. Apprendiamo invece che il Consorzio ASI, Area di Sviluppo Industriale, partecipato dal Comune di Brindisi, intende affidare la Piattaforma Polifunzionale alla multinazionale Termomeccanica spa la quale con un investimento pari a circa 50 milioni di euro potrebbe riattivare il termodistruttore di rifiuti industriali speciali pericolosi così come apprendiamo che è stato avviato il procedimento relativo all’istanza di autorizzazione per l’ampliamento della discarica di rifiuti pericolosi nella zona industriale di Brindisi. Leggiamo con stupore che si sta addirittura considerando di rilasciare le dovute autorizzazioni.

Si potranno così incenerire 35.000 tonnellate all’anno, 100 tonnellate al giorno, di rifiuti speciali, tossici e nocivi. Si potranno così stoccare nella nuova discarica di rifiuti speciali, nei pressi di vigne e carciofeti, le ceneri altamente nocive prodotte dall’inceneritore, e i rifiuti industriali e sanitari.Una nuova bomba ecologica, nuovi ricchi affari per pochi e danni per l’intera collettività.
Questo per noi è stato davvero TROPPO!!
Abbiamo così prima scritto al Sindaco Mimmo Consales, che successivamente abbiamo incontrato, per chiedere tra l’altro una parola chiara e netta dell’amministrazione contro le profferte di Termomeccanica. Il Sindaco è stato d’accordo con noi garantendo il suo secco no a Termomeccanica, ma ha espresso il desiderio di avere il consiglio schierato con lui, con noi e con tutti i cittadini di Brindisi.

Per questo ci rivolgiamo a lei Consigliere, in quanto convocato dal Presidente del Consorzio ASI Marcello Rollo ad un’assemblea pubblica con l’intento di presentare e discutere questo progetto, per chiedere anche la sua adesione alla nostra richiesta di negare ogni autorizzazione a Termomeccanica.

Noi Mamme ci sentiamo autorizzate a chiederle di agire con coscienza sulle decisioni che prenderà in merito a quest’ultima pesante e distruttiva tegola che si abbatterà sulla vita dei nostri bambini. Non vogliamo più essere spettatrici passive delle decisioni che, chi ci rappresenta, prenderà per noi.
Confidiamo in lei nella certezza che il futuro che dovremo affrontare non si aggravi di ulteriori avversità.

Le Mamme No al Carbone

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