Nuovo Teatro Verdi Brindisi : “L’amore è un cane blu”, Paolo Rossi alla “conquista dell’Est”

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«Uno spettacolo che è un diario e un disegno. Un concerto visionario, popolare, lirico e umoristico che narra di un tragico smarrimento e di una comica rinascita». Paolo Rossi arriva al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi venerdì 22 febbraio, alle ore 20.30, con la sua nuova produzione dal titolo L’amore è un cane blu, sottotitolo La conquista dell’Est. Riferimento tratto da una vecchia storia della tradizione carsica, in cui un cane si innamora della Bora che gli soffia sul muso rendendolo blu. Sul palco, accanto a lui, i musicisti I virtuosi del Carso che con il loro “liscio balcanico” offrono la colonna sonora alle avventure del protagonista, perso ed errante nella sua terra d’origine.
Paolo Rossi è l’uomo Paolo Rossi perduto tra le montagne del Carso in una notte magica e terribile. Comincia un viaggio lirico e umoristico tra grotte, fiumi sotterranei, rovi e pietre per scoprire che questo per lui è l’unico luogo in cui ormai vivono ancora le fiabe degli amanti perduti e delle passioni tradite. Sullo sfondo un Paese lontano, ormai sconosciuto, in cui la passione è scomparsa ovunque, sia nei legami affettivi sia in quelli con la propria comunità e dove il caos regna sovrano. Questo caos si respira in ogni situazione quotidiana, dalla politica all’economia, fino ai rapporti interpersonali che conducono l’uomo allo smarrimento. È proprio questo sentimento di incertezza che però lo spinge a ritrovare se stesso e i suoi ideali: a rinascere. «Si sa – dice l’autore-attore – arrivano momenti in cui i racconti ascoltati nell’infanzia e i sogni e le visoni dell’adolescenza diventano più vividi dei ricordi di vita vissuta lontana o recente o quanto meno spesso si finisce per confonderli. Qui si narrerà di ripartire in ogni trattativa – sia con se stessi, in camera da letto, in piazza o in Parlamento – dalla ricchezza di un palpito coraggioso piuttosto che la misera miseria del soldo e della paura».
Sul filo di questa autobiografia non autorizzata, l’attore friulano parte dai ricordi e dalle suggestioni dell’infanzia e affronta il tema dei rapporti personali, l’amore e altre bestie difficili da immaginare, come appunto il cane blu, per arrivare a un futuro tutto da inventare, ove per non perdersi il modo migliore è non sapere mai dove si sta andando.
«Lo spettacolo – spiega Paolo Rossi – è difficile da raccontare, mescola la mia vita alle vite che mi hanno raccontato. La mia era una famiglia di affabulatori, come spesso accade da queste parti: anche se si parla di eventi storici non è mai un elenco di fatti, di date, ma una rievocazione ricca di aneddoti, di vita vissuta. Da bambino sul Carso giocavo agli indiani e ho sempre sognato di interpretare un western. Ecco, questo è un western balcanico».
Lo spettacolo sarà il soggetto del prossimo film di Paolo Rossi, grande attesa quindi anche per la futura trasposizione cinematografica.
Si comincia alle ore 20.30.
Per tutte le informazioni www.fondazionenuovoteatroverdi.it e tel. (0831) 229230 – 562554.

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