Brindisi : Il sindaco Consales su crisi ambientale e bonifiche

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inserito da il 15 febbraio Print

A margine della conferenza stampa di Legambiente finalizzata alla presentazione di un dossier su ambiente e industria nel territorio di Brindisi, il Sindaco Mimmo Consales ha ribadito con fermezza che il problema delle bonifiche non può più in alcun modo essere ignorato dal Governo nazionale.

Sin dall’avvio del mio mandato sindacale – ha affermato il primo cittadino – sono impegnato a sollecitare un pieno coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente per liberare la città dai vincoli derivanti dalle mancate bonifiche della zona industriale. L’aver, a suo tempo, individuato Brindisi come ‘Sito di interesse nazionale’ avrebbe dovuto determinare le condizioni ideali per poter disporre delle risorse necessarie per la bonifica delle aree inquinate. Con il passare degli anni, invece, ci si è resi conto che questo strumento si è trasformato da ‘garanzia’ per l’ambiente a ‘tappo’ per lo sviluppo del territorio visto che il Governo ha prima assegnato e poi stornato le risorse necessarie agli interventi di bonifica. Come è noto – ha aggiunto Consales – il teorema che ‘paga chi inquina’ non è mai stato applicato e quindi si deve fare affidamento prevalentemente su risorse pubbliche. Sta accadendo proprio questo per la bonifica dell’area cosiddetta ‘Micorosa’, visto che si spenderanno circa 40 milioni di euro, senza aver ancora individuato l’azienda chimica che, negli scorsi decenni, ha determinato condizioni di inquinamento così gravi da mettere a repentaglio l’ecosistema di tutta l’area interessata. E non è tutto. Anche per questo intervento di bonifica ci sarà una corsa contro il tempo, visto che le risorse dovranno essere impiegate entro il 31 dicembre 2013 e i tempi per la gara d’appalto potrebbero risultare estremamente lunghi (a causa degli importi elevati).

Ma un altro motivo di allarme è rappresentato – ha detto ancora il Sindaco – dal fatto gravissimo derivante da una vera ‘appropriazione’, da parte del Governo, degli importi versati dalle aziende presentati nella zona industriale brindisina per effetto dell’accordo sottoscritto anni addietro con il Ministero dell’Ambiente. In sostanza, tali aziende hanno già versato nelle casse dello Stato 25 milioni di euro destinati (entro tre anni diventeranno 50 milioni per effetto di ulteriori versamenti), ovviamente, alla bonifica del sito di Brindisi. In realtà, tali importi sono stati trattenuti dal Ministero del Tesoro nell’ambito del cosiddetto ‘Fondo Letta’ (dal nome dell’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) e di questi solo miseri 500.000 euro sono stati versati al Ministero dell’Ambiente. Come dire, insomma, che lo Stato ha trattenuto per se (almeno fino ad oggi) 24.500.000 euro delle aziende brindisine destinati alle bonifiche di Brindisi! Un fatto gravissimo, soprattutto se si considera che l’inquinamento dell’aria e quello della falda, così come la salute dei cittadini, non sono compatibili con i ritardi della burocrazia e con gli ‘espropri statali’ di somme ingenti. Un motivo in più per insediare, all’indomani delle elezioni politiche, un tavolo di confronto con Governo e Regione perché Brindisi è ormai stanca di aspettare che il nostro diventi un secondo ‘caso Taranto’ per poter finalmente risvegliare le coscienze di tutti”.

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