Al Nuovo Teatro Verdi protagonista la grande lirica Italiana

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Al Nuovo Teatro Verdi protagonista la grande lirica Italiana

Si apre lunedì prossimo 11 febbraio, alle ore 20.30, la Stagione lirica in programma nel Nuovo Teatro Verdi di Brindisi con il dittico Cavalleria rusticana e Zanetto di Pietro Mascagni, compositore del quale, nel 2013, ricorre il centocinquantesimo anniversario della nascita (Livorno, 1863 – Roma, 1945). La Stagione, affidata alla direzione artistica di Sergio Rendine, tra i maggiori compositori contemporanei italiani, segna la volontà della Fondazione del teatro di proseguire nella diffusione musicale e culturale nel territorio: tre appuntamenti con titoli di grande interesse che replicano il cartellone allestito per la Stagione tradizionale della Provincia di Lecce, giunta alla quarantantaquattresima edizione e dedicata a due nomi assoluti dell’Ottocento musicale italiano, come Giuseppe Verdi e Pietro Mascagni.
Il titolo inaugurale è tra le maggiori e più popolari opere della lirica internazionale, Cavalleria rusticana, un classico tra i melodrammi ed insieme uno straordinario dipinto del Sud nel quale la musica si fa espressione umana di passione, amore e gelosia.

Il dramma simbolo del verismo musicale – tratto dalla novella di Giovanni Verga – fu rappresentato per la prima volta a Torino nel 1884 con Eleonora Duse nel ruolo di una delle protagoniste. Solo nel 1888 Mascagni pensò di trasformarlo in un’opera, quando l’editore Sonzogno indisse un concorso per un atto unico e il giovane compositore labronico lo vinse. L’opera, in unico atto, fu messa in scena per la prima volta al Teatro Costanzi di Roma il 17 maggio 1890. Narra le vicende che ruotano intorno ad una tresca amorosa che vede protagonisti Turiddu, Lola, Alfio e Santuzza; tutta l’azione si svolge nel giorno di Pasqua in un paesino della Sicilia. Celeberrime alcune arie come Viva il vino spumeggiante cantata da Turiddu e Voi lo sapete, o mamma cantata da Santuzza. In passato la Cavalleria rusticana veniva spesso eseguita insieme a Zanetto, opera dello stesso compositore (esiste una sola registrazione discografica risalente al 1986), e la messa in scena al Verdi ripropone il dittico mascagnano: in Zanetto, melodramma in atto unico poco frequente per il palcoscenico della lirica, risuona l’eco di madrigali e stornelli con cui l’autore colora l’ambientazione del periodo rinascimentale fiorentino.

L’allestimento realizzato per la Stagione lirica è diretto da Michele Mirabella, che ha firmato la regia di oltre venti tra le opere più importanti della tradizione belcantistica italiana. Vestirà i panni di Santuzza Nila Masala, soprano sardo già Turandot al Festival Pucciniano 2010 e 2011, e Aida all’Arena di Verona. Il ruolo di Turiddu sarà ricoperto dal barese Vincenzo Maria Sarinelli, tenore dalla voce morbidissima e dal timbro caldo che, malgrado la sua giovane età, ha al suo attivo numerose produzioni teatrali in Italia ed all’estero. Lucia avrà la voce e il viso della salentina Marinella Rizzo, la cui particolare estensione vocale le permette di accostarsi ai ruoli più impegnativi da mezzosoprano.

Completano il cast Giuseppe Altomare (Alfio) e Antonella Colajanni (Lola). A dirigere l’Orchestra Tito Schipa di Lecce sarà il Maestro Paolo Olmi, protagonista di numerose produzioni operistiche e concertistiche nel mondo.

Completa l’originale allestimento l’opera Zanetto, che sarà interpretata dal soprano Gabriella Costa (Silvia), artista trilingue che spazia dalla musica barocca e liederistica a quella contemporanea e d’avanguardia, e dal mezzosoprano Antonella Colajanni (Paggio), leccese di Castrano già diretta lo scorso anno da Mirabella nel ruolo di Maddalena in Rigoletto e protagonista di importanti debutti come Carmen e Madama Butterfly a Spoleto; ha interpretato quindi Il Tabarro al teatro Petruzzelli di Bari, mentre a Savona e Catania è stata Isabella ne L’Italiana in Algeri.

La rassegna proseguirà nel doppio segno di Giuseppe Verdi, nel bicentenario della nascita del genio di Busseto. Lunedì 25 febbraio con Un ballo in maschera, diretta dal noto compositore Filippo Zigante, e con la regia di Antonio De Lucia, regista di fama internazionale. Lunedì 11 marzo chiuderà il cartellone La Traviata con la regia di un immaginifico artista teatrale, il coreografo, mimo e regista Lindsay Kemp, scopritore di David Bowie, autore dell’indimenticabile Flowers e dell’altrettanto memorabile successo mondiale Alice. Il direttore sarà il giovane Chung, figlio del grande Miun Chung, protagonista di una fulminante carriera internazionale in Corea, Giappone, Cina e Stati Uniti.

 

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