Le Mamme No al Carbone scrivono al Sindaco Consales

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inserito da il 30 gennaio Print

Siamo le mamme del Movimento No al Carbone, le mamme del passeggino rosso, un gruppo di donne impegnate per la tutela della salute della nostra terra e dei nostri figli che vediamo sempre più in serio pericolo. Noi madri siamo doppiamente responsabili verso i nostri figli: le scelte e le decisioni che prendiamo determinano il loro presente e incidono sul loro futuro. Se ci rendiamo conto che la situazione sta prendendo una direzione preoccupante, abbiamo il dovere di segnalarlo a chi è il primo punto di riferimento di una comunità e Lei, Signor Sindaco, rappresenta la carica istituzionale che più di ogni altra deve aver cura degli interessi dei cittadini, compresi i bambini.
Proviamo un profondo dolore per le ferite e le offese inferte alla nostra terra in decenni di sfruttamento industriale indiscriminato. Ma la nostra più grande preoccupazione è data dalle inevitabili conseguenze che le violazioni degli equilibri naturali, le immissioni massicce di sostanze nocive nell’aria, nell’acqua e nel suolo hanno sulla salute della popolazione della nostra città e in particolare su quella dei bambini, anche quelli che stanno per nascere e quelli che saranno concepiti nel prossimo futuro.
In questi ultimi giorni assistiamo allarmate ad una serie di eventi che sembrano un bollettino di guerra:

Il nastro trasportatore della centrale a carbone di Cerano ha intercettato le acque alluvionali (che da secoli defluivano liberamente attraverso quella zona) allagandosi. I responsabili dell’Enel hanno ritenuto di far fronte all’emergenza con ulteriore spregio della nostra terra, sversando le acque contaminate dal carbone nell’ambiente circostante, addirittura, si sospetta, in campi agricoli. Sono stati fermati dal magistrato (in tempo?). Nel frattempo, per far fronte all’emergenza, colonne di camion trasportano il carbone a Cerano senza sosta e senza nessun tipo di precauzione per la polvere che, insieme a quella del carbonile scoperto piu grande d’Europa, continua a disperdersi nelle zone circostanti. Quanto all’enorme quantità di acqua contaminata, pare sia destinata ai silos collocati nella centrale, fino a nuovo ordine o a nuova emergenza.
La torcia del petrolchimico quasi giornalmente manda alte fiammate, emettendo nell’aria sostanze di cui si teme la tossicità, a poche centinaia di metri dalla città. La magistratura ha autorizzato l’azienda a lasciar ‘sfiammare’ le torce solo per procedure d’emergenza, ma, a quanto pare, l’emergenza ha carattere quotidiano.
La centrale Edipower a ridosso della città ha ripreso a bruciare carbone, attingendolo dai carbonili scoperti di navi carboniere attraccate in porto, dato che il carbonile di sua pertinenza scoperto (anch’esso!) è stato da tempo sequestrato dalla magistratura, perchè pericoloso per la salute pubblica, quindi fuorilegge. La società A2A, dribblando le Sue ripetute richieste di piani industriali, chiede non troppo gentilmente di bruciare rifiuti nella stessa centrale Edipower; Termomeccanica chiede di riaprire un termodistruttore per bruciare rifiuti speciali industriali ed ospedalieri e Campo Aquila riprende le attività di estrazione petrolifera al largo delle coste brindisine.
Nel frattempo, il primario del reparto di neonatologia del nostro ospedale Perrino, Dott. G. Latini, ha lanciato un allarme di quelli che fanno tremare: nella nostra città i bambini nascono con malformazioni più che nel resto d’Italia e d’Europa (malformazioni congenite: + 18% rispetto alla media europea e in particolare +68% per le malformazioni cardiovascolari!).
Questi dati sui bambini che nascono in questa città dicono molte cose a chi voglia riflettere. In primo luogo dicono che una fetta sempre più consistente di bambini brindisini, prima ancora di aver dato il loro primo respiro, è già condannata senza colpa a una vita diversa, non sana, a una vita di serie B. Ma anche gli altri, i fortunati che nasceranno sani, sono privati prima ancora di nascere del diritto fondamentale e inviolabile alla salute. È chiaro infatti che la qualità di questo diritto non è più la stessa se si nasce a Brindisi o in altre parti d’Europa. Dopo questa partenza svantaggiata, la loro crescita, la loro vita, i loro traguardi, le nostre speranze si caricheranno via via nel tempo di un peso sempre più opprimente e intollerabile: ovunque essi vadano, ovunque vivranno una volta adulti, su di essi sempre penderà, più che su tutti gli altri bambini italiani ed europei, la condanna ad una maggiore probabilità di ammalarsi e di generare a loro volta figli malati. ‘

E’ necessario quindi intervenire al più presto sul fronte della riduzione dell’inquinamento e della prevenzione dei rischi ad esso correlati.

Il gruppo di lavoro sulla salute e l’ambiente istituito dal Comune stesso ha proposto di ridurre le emissioni che gravano su Brindisi e di fare un piano di graduale rientro del carbone. Chiediamo quindi che, con l’urgenza necessaria, questo venga messo in atto, facendo subito una valutazione delle emissioni totali e cominciando a ridurle.

Chiediamo anche di incaricare chi di competenza (il CNR di Lecce o il prof Forastiere che l’ha già fatto per il GIP a Taranto) di stabilire quante e quali malattie ci sono nei quartieri Perrino, La Rosa e Tuturano rispetto agli altri quartieri, cercando di capire la natura e l’entità dei danni alla salute, ma soprattutto la relazione esistente tra essi e l’inquinamento. E’ inoltre un obiettivo essenziale ed urgente per la nostra città realizzare al più presto l’indagine epidemiologica richiesta dai cittadini, che ci darà risposte chiare e definitive sulla reale situazione e sulla sua gravità. Il passare del tempo, infatti, peggiora e complica la situazione e ci porta inesorabilmente verso l’irreparabile.
Siamo consapevoli di quanto il compito di sindaco di questa città possa essere difficile e gravoso, tuttavia confidiamo nel suo senso di responsabilità e nella sua determinazione a passare ai fatti e alle azioni concrete.

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