Ferrarese a Vendola sulla mancata accettazione costituzione parte civile: “Ho difeso da solo questo territorio dalle vostre sole sfilate e teatrini”.

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“Mi è dispiaciuto aver constatato che la mancata costituzione di parte civile da parte della Regione Puglia nel processo Enel, dimostri come la politica ambientale di Vendola era solo una messa in scena, fatta di: proclami, comizi e sfilate”. E’ quanto dichiara, l’ex Presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, sulla mancata accettazione della costituzione come parte civile della Regione Puglia nel processo Enel. “Vendola si è costituito parte civile con cinque mesi di ritardo in confronto a me e addirittura alla terza udienza. Non poteva non sapere quindi che questa sarebbe stata automaticamente rigettata. Non si può fare una politica ambientale – ha aggiunto Ferrarese – solo sfilando per le strade di una città, salendo sui palchi e gridando belle parole. Sono stato invitato a quelle sfilate e sono stato attaccato da pseudo ambientalisti per non avervi mai partecipato. Ho sempre dichiarato invece che chi governa una città, una Provincia o una Regione, non deve sfilare ma agire, tenendo in grande considerazione, coloro che partecipano a questi cortei. Io ho fatto esattamente questo, ho semplicemente agito. In pieno Agosto, la mia Provincia è stata la prima a costituirsi parte civile, non solo nei confronti dei dirigenti, ma siamo andati oltre chiedendo in solido la responsabilità di Enel con una istanza di risarcimento di 500 milioni di euro al territorio. La nostra costituzione è stata ieri accettata dal giudice, ma non solo. Abbiamo aperto un varco attraverso il quale anche altre associazioni e istituzioni hanno avuto la possibilità di agire con noi. Deve finire la politica ambientale delle chiacchiere, che ha prodotto solo danni alla salute. Io non ho sfilato – ha spiegato Ferrarese – ma ho agito dal primo giorno del mio insediamento in Provincia, nei confronti di Enel, togliendo il controllo delle centraline ad Enel stessa ed affidandole ad Arpa, chiudendo cosi un’era nella quale controllore era anche il controllato; il mio ente è stato l’unico a volere e ad accogliere in consiglio provinciale le convenzioni, che la Regione non ha approvato, e ho fatto inserire, nell’autorizzazione integrata ambientale (Aia), il carbonile coperto dopo che per venticinque anni se ne erano solo riempiti la bocca; inoltre ho richiesto e ottenuto anche investimenti per miglioramenti ambientali di quella centrale per una cifra pari a 400 milioni di euro. Questa vicenda – ha concluso l’ex Presidente della Provincia – deve insegnare a tutta l’Italia che non servono i teatrini politici, ma se si vuol risolvere il problema nel resto della nazione, partendo proprio da Brindisi e Taranto, ci vogliono fatti concreti a differenza di chi dopo aver solo sfilato, alla fine si è defilato”.

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