Mesagne complesso archeologico di vico Quercia: un caso di archeologia urbana.

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Il complesso di vico Quercia rappresenta uno straordinario percorso di archeologia urbana sia per la presenza di resti millenari, sia per la particolare sua ubicazione nel centro storico di Mesagne. Vico Quercia è un caso di archeologia urbana non infrequente nei siti a continuità di vita dove, nel dare rilievo alle memorie del sottosuolo, si devono comunque tenere in conto gli aspetti della preservazione delle stesse, della sicurezza dei visitatori, delle risorse umane e finanziarie disponibili. Il rapporto con la Soprintendenza è stato sempre improntato alla massima collaborazione e di concerto con la stessa, di recente, l’Amministrazione ha valutato un piano di priorità per gli interventi sull’area. L’impegno di trentamila euro rivenienti dal bilancio comunale ha reso possibile un intervento di tutela delle tombe ricadenti sotto la Caffetteria Nedina che ha consentito di contenere il degrado e di provvedere al recupero degli intonaci. I lavori, condotti sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologica, da poco conclusi, hanno restituito all’antico splendore i paramenti pittorici prima interessati da muffe e fortemente compromessi anche dalle precarie condizioni ambientali. Oltre a prevedere il reperimento di fondi extracomunali per la realizzazione di pannellistica illustrativa dell’intero sito, l’impegno dell’Amministrazione e dei tecnici comunali si sta concentrando su una progettazione sostenibile che permetta la fruizione in particolare delle tombe. La mancata praticabilità delle tombe e la condizione che le stesse siano visibili solo dalle specchiature procurate a suo tempo nella pavimentazione dell’esercizio commerciale, pongono insormontabili problemi di fruizione diretta. Per raccontare questo sito denso di storia è stato elaborato un progetto prioritariamente sottoposto a parere unanime della Giunta che, utilizzando tecnologie informatiche, dia l’idea d’insieme dell’area, senza compromettere la conservazione dei resti e senza richiedere il coinvolgimento dei privati. L’obiettivo è quello di immergere il visitatore, considerati i problemi di sicurezza e le condizioni di forte limitazione all’accesso, in una rappresentazione della storia attraverso la visione di ricostruzioni plausibili basate su dati scientifici. Per questo ambizioso progetto, che sarà sottoposto per il parere di competenza alla Soprintendenza Archeologica, l’Amministrazione, oltre a contare sulle professionalità interne all’Ente, prevede di attivare collaborazioni scientifiche con Enti ed Istituti, di esperire tutti i canali di finanziamento, compreso l’intervento di sponsors privati.

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