Brindisi : Prospettive per la Santa Teresa SpA. Incontro in Provincia convocato dal commissario Castelli

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Su invito del commissario prefettizio Cesare Castelli, si è svolto a Brindisi, nel palazzo di via De Leo, un incontro per fare il punto della situazione relativamente alla società Santa Teresa S.p. A., la multiservizi della Provincia di Brindisi.

Al confronto, avvenuto il 21 novembre scorso, hanno preso parte, in qualità di componenti del C.d.A., Lucio Licchello, Nicola Siccardi e Giovanni Borromeo nonché il Direttore Generale, dott. Riccardo Montingelli, espressamente invitato.

E’ stata analizzata, alla luce della spendingreview e del regolamento sul riordino degli enti locali, la situazione della società partecipata della Provincia.

Il segretario generale della Provincia, dott Giovanni Porcelli, ha avanzato delle perplessità sul prosieguo degli affidamenti delle attività della Santa Teresa alla luce del DL n. 95 del 2012 art 4 comma 8 che limita gli importi dei canoni annuali.

Il commissario ha chiesto al direttore Generale della Santa Teresa, dott Riccardo Montingelli, in qualità di esperto di problematiche tecniche, un parere sulla situazione e l’indicazione di possibili soluzioni che, nel rispetto della legge, consentano la prosecuzione delle attività della società e, aspetto fondamentale, la salvaguardia dei livelli occupazionali.

Montingelli ha chiarito che, indipendentemente dalla questione del riordino delle province da affrontare nell’immediato futuro, allo stato il problema maggiore è quello della continuità delle attività per garantire la quale sarebbero tre le strade perseguibili.

1. Affidare alla Santa Teresa esclusivamente i servizi strumentali (entro i limiti consentiti dalla legge) e i servizi amministrativi per i quali non vi è limite di importi. In tal caso bisognerebbe “riconvertire” parte delle professionalità disponibili per adeguarle alle attività da affidare.
2. La seconda ipotesi consisterebbe, invece, nell’affidare alla Santa Teresa esclusivamente “Servizi pubblici locali” (per i quali la norma non prevede alcun limite di importo), da individuare tra quelli già affidati alla società oltre a prevederne dei nuovi. Anche in questo caso una riorganizzazione delle attività sarebbe imprescindibile
3. La terza ipotesi che, in realtà, è quella profilata dalla legge, consisterebbe nel privatizzare con la vendita delle azioni a mezzo bando pubblico e contestuale affidamento dei servizi per 5 anni salvaguardando i livelli occupazionali. Se così fosse, la Santa Teresa (per lo stato patrimoniale, per i bilanci sempre attivi e per l’organizzazione tecnico amministrativa che ha prodotto efficienza, efficacia ed economicità) sarebbe una società certamente appetibile.
Il Commissario Castelli e i sub-commissari hanno fatto sapere che nel corso del mese di dicembre valuteranno e approfondiranno, sotto il profilo giuridico e tecnico, le proposte avanzate dal management della Santa Teresa. Poi si deciderà il da farsi.

“Quando saranno rimodulati gli affidamenti, chiederò al Commissario di ampliare quelle attività già svolte dalla Santa Teresa che potrebbero portare introiti nelle casse della Provincia- ha dichiarato l’amministratore Nicola Siccardi- fra queste, ad esempio, il controllo dei fumi delle caldaie per il quale il personale impiegato risulta sottodimensionato rispetto ad altre Province”

“Sono disponibile, dopo questa prima riassuntiva relazione tecnica, ad ulteriori incontri- ha dichiarato invece il dott. Riccardo Montingelli- del resto lo sono già stato in passato per problematiche analoghe. Si deve tenere presente, però, che l’obiettivo ultimo era e resta la salvaguardia di TUTTI i posti di lavoro, necessità condivisa anche dal Commissario Castelli, dal Presidente del C.d.A Lucio Licchello e dal componente dello stesso consiglio di amministrazione che ha partecipato all’incontro”

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