Comitato Amici della Provincia di Brindisi: ” dobbiamo difendere Brindisi capoluogo e la sua provincia”

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A seguito del processo di riordino delle Province, che prevede la soppressione o l’accorpamento di tali Enti, secondo quanto stabilito dal Consiglio dei Ministri, anche la Provincia di Brindisi rischia seriamente di scomparire, con tutte le inevitabili e nefaste conseguenze che simile evenienza comporterebbe per la comunità brindisina, mortificando ed avvilendo in questo modo una storia millenaria, la cultura, le tradizioni, la dignità, l’orgoglio di un popolo, che meriterebbe ben altra considerazione per quanto ha sempre dimostrato in termini di solidarietà e spirito di accoglienza, immolandosi spesso, negli ultimi decenni, sull’altare delle esigenze della Nazione!

Per queste ragioni, si è costituito in Brindisi, per volontà ed iniziativa di un gruppo di cittadini, un Comitato ( volontario, apartitico, senza fini di lucro) denominato “ AMICI DELLA PROVINCIA DI BRINDISI” con lo scopo di tutelare e difendere Brindisi Capoluogo e la sua Provincia, istituita nel 1927.

Se Brindisi dovesse perdere tale funzione e status , vi sarebbero per la città delle conseguenze estremamente deleterie, con la inevitabile penalizzazione dell’economia locale e di tutto il sistema produttivo.

Scomparirebbero, fra gli altri, il Provveditorato agli Studi, l’Autorità Portuale, l’Asl, il Consorzio Sisri, la Prefettura, la Camera di Commercio ed altri Enti.

Sono anni che la nostra città subisce imposizioni e prevaricazioni dall’alto: la chiusura della Banca d’Italia, della direzione Enel, dell’Inail…

Senza considerare la grande preoccupazione per il destino dei lavoratori degli Enti sopra richiamati, oltre che per i dipendenti provinciali, su cui pende la spada di Damocle del trasferimento in altre sedi ubicate al di fuori dell’ambito provinciale, con relativi disagi e costi da dover sostenere.

Una popolazione, quella brindisina, a cui non è stata concessa la possibilità di essere consultata, attraverso lo strumento del referendum, così come prevede in questi casi la nostra Costituzione.

Di fronte a tutto ciò il Comitato non è disposto ad alzare bandiera bianca ; non saranno lesinati sforzi ed energie di alcun genere, pur di tutelare la nostra Brindisi, che si può arrogare il diritto, di rammentare all’Italia intera, di essere stata dal 1° Settembre del 1943, per cento giorni, Capitale d’Italia!

Basterebbe questo dato storico, per chiedere di salvare la nostra Provincia, derogando ai principi generali del Decreto Governativo.

La parola finale passerà al Parlamento, che entro il 31 dicembre 2012, dovrà convertire in legge il Decreto, sempre che la Corte Costituzionale non compia nel frattempo il “ miracolo” da più parti auspicato.

Pertanto riteniamo che a nessuno sia più consentito di abdicare al proprio ruolo, in primis alla nostra classe politica ed ai rappresentanti Istituzionali a tutti i livelli.

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