Teatro Verdi: Infortunio per Rossella Brescia. A Brindisi Sabrina Brazzo protagonista di “Amarcord”

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Teatro Verdi: Infortunio per Rossella Brescia. A Brindisi Sabrina Brazzo protagonista di “Amarcord”

Amici, purtroppo dovrò affrontare un intervento al ginocchio e non ci sarò in ‘Amarcord’, ma ci sarà Sabrina Brazzo, una stella della Scala a cui voglio un gran bene e ringrazio per avermi sostituita! È un balletto fantastico, la compagnia è di grande livello!”. Con questo tweetRossella Brescia ha annunciato la indisponibilità a partecipare alle prossime date dello spettacolo “Amarcord”, a causa di un infortunio in sala prove. La ballerina pugliese non potrà così vestire i panni di Gradisca nella nuova coreografia rivisitata da Luciano Cannito del capolavoro felliniano che l’avrebbe vista protagonista sul palcoscenico del Nuovo Teatro Verdi il prossimo 18 novembre. Come anticipato, la sfortunata interprete sarà sostituita dalla prima ballerina del corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano Sabrina Brazzo, che ha già sostenuto questo ruolo con vivo successo al Metropolitan di New York e al Teatro alla Scala di Milano nel primo allestimento dell’opera.

Il 2013 è l’anno di Federico Fellini: il 40esimo anniversario dall’uscita di “Amarcord” ed il 20esimo dalla scomparsa del Maestro. Per quest’occasione il coreografo e regista Luciano Cannito riporta in scena lo spettacolo che si ispira al film del 1973 del regista riminese. Nel balletto in due atti Sabrina Brazzo è una Gradisca che danza tra le scenografie di Carlo Centolavigna sulle musiche di Nino Rota, affiancata dal nuovo giovane talento della danza Nicolò Noto nel ruolo di Titta. Il lavoro di Cannito è liberamente ispirato al film in cui Fellini ricorda e reinventa la sua vita di ragazzo in una Rimini della prima metà degli anni Trenta. La storia di Titta, alter ego del Fellini adolescente, e della sua famiglia si inserisce armoniosamente in un contesto di piccoli ritratti (Gradisca, Volpina, la tabaccaia) dove affiora sempre la spensieratezza e la voglia di vivere propria degli italiani degli anni Trenta. La prima versione coreografica fu proposta da Cannito nel 1995 al Teatro San Carlo di Napoli.

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