Crisi e occupazione : è allarme Cig e disoccupazione

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Crisi e occupazione : è allarme Cig e disoccupazione

Sono quasi 45 milioni le ore complessive di cassa integrazione autorizzate fino al 30 settembre 2012 in Puglia dall’Istituto Nazionale di Previdenza.

Lo rileva la CISL di Puglia sui dati elaborati dall’osservatorio sul mercato del lavoro dell’Ufficio Studi regionale CISL.

In particolare l’ INPS ha concesso ammortizzatori sociali pari a 44.513.670 ore così ripartite : 24.940.846 per la cassa integrazione in deroga tra lavoratori subordinati, apprendisti, con contratto di somministrazione o a domicilio, dipendenti di aziende operanti in specifiche aree e settori produttivi. Sono 9.819.217, invece, le ore di cassa integrazione straordinaria, nei casi di riconversione, riorganizzazione o ristrutturazione aziendale e 9.753.607 per la cassa integrazione ordinaria per crisi temporanee non riconducibili all’azienda e ai lavoratori.

L’analisi dell’Ufficio Studi CISL di Puglia, evidenzia, inoltre, che ai settori tradizionalmente presenti nelle dinamiche dei flussi della CIG, si è aggiunto il comparto della sanità privata pugliese, il quale, nelle more della spending review, rischia un’ emorragia di circa 1500 posti di lavoro.

Il preoccupante quadro analitico relativo agli ammortizzatori sociali, non fa altro che rilevare una situazione di grave crisi economica, la quale sta inasprendo il le condizioni di reddito dei lavoratori e delle loro famiglie; infatti, queste pur essendo percettori di reddito, si avvicinano pericolosamente alla soglia di povertà.

In queste fasce troviamo, poi, numerosi lavoratori che beneficiano di indennità di sostegno al reddito, i cui importi mensili si aggirano solo tra i 400 e 700 euro.

Il rischio della povertà è ormai una dura realtà per almeno il 20% delle famiglie pugliesi.

I numeri del mercato del lavoro in Puglia completano il clima di incertezza, che attanaglia le famiglie disorientate dalla crescente disoccupazione, segnalata dagli ultimi dati Istat di questi giorni :15,2% è il tasso medio regionale di disoccupazione, +1,4 rispetto allo scorso anno; duemila imprese hanno cessato ogni attività mentre delle rimanenti l’ 8,9% è in stato di insolvenza;

Ben 348.318 lavoratori in CIG al 30 settembre, 7.809 lavoratori licenziati dal 01.01. al 30.09. 2012 che hanno chiesto l’iscrizione nelle liste di mobilità senza indennità ai quali si aggiungono 3.646 lavoratori licenziati e collocati in mobilità ordinaria con indennità.

Se la classe dirigente di questa regione si limiterà a gestire l’emergenza accollandosi solo il merito di aver risposto alla crisi attraverso gli ammortizzatori sociali, la gravità della situazione non potrà che accentuarsi.

Occorre invece un più diretto, responsabile ed evidente impegno, al sistema delle imprese pugliesi e al rilancio dell’economia attraverso l’incentivazione di investimenti produttivi.

Per quanto riguarda la situazione a Brindisi, verrebbe da dire che siamo seduti su di una polveriera e quotidianamente registriamo dismissioni di attività e apertura di procedure di mobilità e|o CIG, che coinvolgono centinaia di lavoratori.

La CISL brindisina esprime grande preoccupazione per questo stato di cose, che seppur indirettamente, è causa di forte disagio sociale e costituisce disgregazione del tessuto economico e produttivo.

Sollecitiamo, pertanto, tutte le Autorità preposte, politico-istituzionali e amministrative, a farsi promotrici di politiche attive del lavoro, affinché venga ripreso il filo di investimenti e di sviluppo, utile alla creazione di posti di lavoro, con particolare riferimento a tutte le attività che la P.A. svolge in outsourcing e che oggi sono oggetto di pesanti tagli, imposti dal Governo per fare fronte alla crisi economica.

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