Consales : lunedì chiederò ai sindaci un impegno concreto per riaffermare il Grande Salento

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inserito da il 3 novembre Print

“Faccio appello al senso di responsabilità dei Sindaci dei Comuni della provincia di Brindisi affinché si metta in moto un meccanismo di reazione democratica rispetto a quell’assurda decisione che va sotto il nome di ‘riordino delle Province’”.
Lo afferma il Sindaco di Brindisi Mimmo Consales il quale ha convocato per lunedì 5 novembre, alle ore 11.00, a Palazzo Nervegna, i primi cittadini di tutto il Brindisino nel tentativo di individuare una soluzione condivisa da affidare alla valutazione del Ministero della Funzione Pubblica.
“Non contesto in alcun modo la decisione dei miei colleghi che hanno deciso di chiedere l’annessione a Lecce o a Bari – afferma Consales – ma è indubbio che si è trattato di una fuga in avanti che non ha eguali in nessuna parte d’Italia. Non è un caso che sono pressoché tutti brindisini gli unici Comuni che hanno cambiato Provincia già in sede di Decreto senza attendere la conversione in Legge attraverso il percorso parlamentare. Ma siamo ancora in tempo per ricostruire un percorso condiviso. Per questo motivo ho organizzato l’incontro di lunedì. Si tratta di verificare, in sostanza, se siamo tutti d’accordo sulla necessità di spingere per la creazione di un’unica grande provincia che metta insieme tutta l’area jonico-salentina (e quindi le Province di Brindisi, Lecce e Taranto). Se la situazione rimanesse così come disegnata nel decreto – aggiunge il Sindaco di Brindisi – le Province di Lecce e di Taranto-Brindisi sarebbero fortemente penalizzate in quanto meno forti rispetto all’area metropolitana di Bari ed alla grande provincia di Foggia. Ecco perché sarebbe opportuno che lunedì i Sindaci firmassero un documento da inviare al Ministro e da affidare ai parlamentari salentini al cui interno ribadire l’utilità di dar vita ad una provincia del Grande Salento. E’ tardi? Non sono d’accordo, in quanto ciascun Comune d’Italia che si trova nelle condizioni previste per legge potrà anche adesso manifestare la volontà di cambiare provincia, così come si può spingere il Governo a modificare il contenuto del decreto sulla base di considerazioni logiche che peraltro vanno in direzione del contenimento della spesa pubblica. Il tutto – conclude Consales – senza contare che martedì prossimo si pronuncerà la Corte Costituzionale che potrebbe dichiarare il decreto anticostituzionale. In quel caso la palla passerebbe ai partiti e quindi al prossimo Governo. E sarà difficile, se non impossibile, che non si metta riparo a questo pastrocchio spacciato per riordino, magari azzerando tutte le Province e trasferendo i relativi poteri a Comuni e Regioni”.

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