Il calcio,un bel ricordo.Ma ora penso al basket. Intervista a Giuseppe Barretta patron della Futura Brindisi

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Il calcio,un bel ricordo.Ma ora penso al basket. Intervista a Giuseppe Barretta patron della Futura Brindisi

 

Giuseppe Barretta, dirigente della  Futura Brindisi, squadra che milita nella seria A3 Femminile di basket,  riscopre la passione per questo sport e cerca di mettere la sua grande esperienza impreditoriale al servizio di questa società, lanciata verso un campionato di vertice.

Per quasi un decennio è stato, insieme al fratello Francesco, il Re Mida del calcio brindisino. Ha risollevato le sorti di quel Brindisi Calcio demolito dagli scandali extra calcistici, quel glorioso Brindisi Calcio che per l’ennesima volta tornava nella polvere dopo esser stato sull’altare delle categorie professionistiche. Brindisi ai brindisini era lo spot di quel periodo. Ed eccoli i “Fratelli Barretta”, noti imprenditori cittadini,a capo del nuovo Football Brindisi 1912. Da lì in poi una lunga storia d’amore, la serie D vinta, qualche anno a vuoto e poi la scalata alla serie C2. Come ogni travagliata storia d’amore c’e un inizio e c’è anche una fine, in mezzo tanti ricordi e tante emozioni, qualche ferita, qualche strappo di troppo, il perdono e poi la rottura definitiva, fino all’addio. E chissà, come ogni storia d’amore finita male che si rispetti, forse c’e anche lo spazio dedicato ai rimpianti. Perché il resto è storia recente.

Giuseppe Barretta, abbandonato il calcio,  da qualche anno è tornato alla sua prima passione, il basket. Perché in passato è stato anche una anche una guardia dalla mano discreta. Ora ha scelto il basket femminile e una società in particolare, la Futura Basket, per riscoprire l’effetto di questo meraviglioso sport. Ora Giuseppe Barretta è sugli spalti del PalaZumbo con moglie e figli al seguito, vive le partite con la stessa enfasi di un tempo, esulta per un canestro di Diene o una bomba della Tagliamento come faceva in passato ai gol di Galletti e Moscelli. Di certo, non calpesta più il prato verde del “Fanuzzi” con andatura preoccupata dopo una sconfitta e non va sotto la curva gremita dopo una vittoria. Rimane sul parquet con il volto disteso e sorridente, perché ovviamente la pressione è ben diversa. Per ora il basket femminile, continua ad essere un’isola felice.

Giuseppe Barretta, come valuta l’inizio di campionato della Futura e dove può arrivare questa squadra?

“L’inizio di campionato è stato sicuramente positivo. Nella prima giornata a Civitanova Marche abbiamo perso contro una delle pretendenti alla vittoria finale e nonostante questo abbiamo condotto la gara per larghi tratti, cedendo solo nelle ultime battute della partita. Era la gara d’esordio e credo che l’emozione abbia fatto la sua parte. Sabato scorso c’e stata la pronta risposta vincendo in maniera convincente contro la Santa Marinella, altra candidata ad un campionato di vertice. Con il passare del tempo cresceremo sicuramente,  siamo un gruppo molto giovane e speriamo di far bene’’.

Da due-tre anni è entrato nel mondo della pallacanestro femminile come dirigente, perché ha scelto proprio il basket femminile e cosa le piace di questo sport?

“Alcuni amici mi hanno coinvolto in questa avventura e così mi avvicinato alla Futura Basket. Non nascondo che la pallacanestro è sempre stato uno sport che mi ha appassionato, da ragazzo l’ho praticato per diverso tempo e quando ero nel Football Brindisi 1912 ho continuato a seguirlo. E’ un mondo molto diverso da quello calcistico, si vive tutto con molta meno pressione e si fa sport per il gusto di farlo. Gli anni nel calcio sono stati anni molto intensi che mi hanno portato via molte energie e la pressione era parecchia, Brindisi è una piazza molto esigente e calorosa. Il basket femminile mi piace perché come dicevo in precedenza si gioca a basket per il gusto di giocare e si toccano con mano i valori dello sport’’.

Tornado ai suoi anni nel Football Brindisi, cosa porterebbe  d al mondo del calcio al mondo del basket e cosa c’e da sistemare in questi due sport?

“Sicuramente porterei lo spirito del basket femminile nel mondo calcistico, almeno a livello semi professionistico. Oggi vivere il mondo del calcio è veramente faticoso. Ci sono troppi interessi e troppi affari per tante persone meno che per i proprietari e i presidenti che sostengono le società con spese esorbitanti. Il calcio dovrebbe tornare ad essere uno sport come lo è ora il basket. Con meno pressione e più divertimento. Nel basket femminile invece cercherei di applicare la professionalità che c’e nell’ambiente calcistico. E’un aspetto già adesso  stiamo cercando di migliorare, anche grazie all’apporto dei componenti della società e dello staff tecnico’’.

Lei è anche un grosso imprenditore, cosa potrebbe  far decollare il basket femminile?

“Noi come Futura stiamo cercando di avere una struttura societarià forte, come una vera azienda che si rispetti. Bisognerebbe confezionare un “pacchetto” che può attirare investimenti sul lungo periodo, ora gran parte delle società si basa sulle sponsorizzazioni e questo può andar bene fino a un certo punto. Da tempo cerchiamo di investire anche sulle ragazze del vivaio, in particolar modo su ragazze della provincia di Brindisi. Il nostro sogno è quello di arrivare a disputare la massima serie con tutte ragazza brindisine costruite nel nostro vivaio’’.

Fabrizio Campagnoli.    Per gentile concessione del quotidiano “Senza Colonne”

 

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