CEGLIE MESSAPICA ANCORA TUMORI POLMONARI TRA LE DONNE: A QUANDO L’ANALISI DEI CASI?

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inserito da il 12 settembre Print

A Ceglie Messapica c’è uno strano fenomeno epidemiologico e, se vogliamo, statistico: nel ventennio 1981-2001 si sono registrati 28 decessi nelle donne per tumore di trachea, bronchi e polmone, con un rapporto standardizzato di mortalità pari a 222,2, cioè 2,2 volte l’atteso. In altri termini, stando alla media regionale – un riferimento che pur comprende il dato critico di Brindisi Taranto e di alcuni comuni della provincia di Lecce – ci si sarebbero aspettati 13 casi nello stesso periodo. Invece sono stati più del doppio!
L’amministrazione Federico cerca di approfondire, convoca un tavolo tecnico e nel gennaio 2010 organizza un convegno dove rappresentanti dell’ARPA, della ASL ed altri tecnici della salute e dell’ambiente dicono la loro.
Durante il convegno la dott.ssa Barletta del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Brindisi riferiva di una raccolta di 18 casi di decessi per tumore di trachea, bronchi e polmone, sempre tra le donne, nella stessa città dal 2000 al 2009. Diciotto casi nell’ultimo decennio sono ancor più di quelli contatti in ciascuno dei decenni precedenti.
Nel corso lo stesso incontro, un dirigente ARPA riporta alcuni dati dell’inventario delle emissioni in atmosfera da cui emerge un alto contributo della città di Ceglie (oltre il 50%) alle emissioni provinciali, per il macrosettore “processi produttivi” in corrispondenza dei Composti Organici Volatili (COV).
Ora tra i COV ci sono anche gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), un sicuro cancerogeno per i polmoni.
Nonostante convegni e comunicati non si esegue da parte delle autorità nessun approfondimento dello strano fenomeno. Tanto più che le cause di una tale epidemia, se individuate ed ancora attive, potrebbero essere rimosse mettendo al riparo altre persone da un così grave rischio per la salute.
Cosa si sarebbe potuto fare, e si può ancora fare per capire? Analizzare ciascuno dei casi occorsi e studiare le attività produttive presenti nel tempo nella zona.
Cambia la guida dell’amministrazione comunale, si fanno convegni per lo più rassicuranti, ma l’analisi non parte! Disinteresse, timore?
Il fenomeno non sembra estinto e le Autorità, locali, regionali e nazionali lo sanno perché i medici hanno continuato a segnalare: dal 2009 ad oggi almeno altre 6 donne si sono ammalate dello stesso tumore, in età compresa tra i 33 e 66 anni, non fumatrici, con tipi istologici non caratteristici dei fumatori.
Cosa si aspetta ancora?
E cosa si attende da parte della Procura della Repubblica ad avviare indagini preliminari per capire se dietro queste morti inspiegabili ci siano responsabilità penali?

Stefano Palmisano
Ass. Salute Pubblica

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